I wonder

domenica 9 novembre, 2014 § Lascia un commento

I wonder if one day we will wake up and we will be just lost somewhere out of the blue, stuck without the chance to say anything or meet again. Ill equipped to shake off the impression of everything being just an illusion. Feeling like we belonged somewhere somehow but wondering wether it was real or just a fantasy. Is love so unreal? It’s both a dream and stark naked truth.

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Riflessioni

sabato 27 aprile, 2013 § Lascia un commento

Ci sono dei giorni in cui un piccolo evento pare avere una gigante risonanza, pare avvinghiarsi come un piccolo insetto alla nostra pelle senza accennare a staccarsi, per quanto si cerchi di scrollarselo di dosso. A volte sapere che le persone hanno problemi non basta. Tutto ciò che consegue dal constatare in essi la presenza di traumi che li fa agire e parlare secondo una strana distorsione, logica più che mai, ma non non facile da osservare; tutto ciò che ne consegue è l’incapacità di leggere i nostri personali limiti, le nostre difficoltà. Accecati dalla rabbia per il torto che ci viene fatto, di una rappresentazione non limpida, ma sporcata di cocci che non appartengono al nostro vissuto, stentiamo a comprendere il limite che separa proiezione dalla realtà. Quei cocci che ci vengono gettati addosso senza nessuna considerazione, per ignoranza, lasciano comunque un segno e ci chiediamo il perchè essi ci creino tanto sdegno. Ci chiediamo improvvisamente, come il dubbio che è stato urlato al nostro orecchio, quale sia la nostra posizione, cosa sia vero, se non ci sia dentro di noi un equivalente di quel coccio, che però sappiamo bene non venire dal nostro grembo. Qual è dunque la natura di questa voce?Che sia soltanto lo sbeffeggiare maligno della nostra mente? O si tratta di un sano dubbio? Oppure entrambi? Sia esso un tormento salutare, o che non lo sia, come far luce sul mistero, per scoprirlo e lasciarlo andare?

Breathe

giovedì 17 gennaio, 2013 § Lascia un commento

Today I feel like I can’t breathe. “I was in a complete fascination”* these past few days, and probably I still am. Later this morning I felt dizzy, as if the coming of my dreams was no longer a vague vision. I can see them transforming, condensing in physical shape. A strong emotion has burst in my veins and is making my heart ache and pound, my head is light and my breath is soft, short. I have a sensation as if I* could lift in the air without thinking.

*I am quoting Keats’ letters.

Goodnight

mercoledì 9 gennaio, 2013 § Lascia un commento

talvolta dare un nome alle cose e scriverle su carta da a loro un nuovo significato. come una magia e un nuovo valore.

Because when I hear poems and see films my heart’s shaken

mercoledì 9 gennaio, 2013 § Lascia un commento

There are times, many times, in which I feel like I lost my love somewhere in another part of the world, and I keep roaming in search of my lost other half, as if my soul was torn in two, and walking by I tried to mend the wound with flowers and the scent of the sky. I feel like I travelled through time and space to find an embodied vision, a vision of which I can only remember the feeling, the atmosphere and maybe the touch.

Sometimes

martedì 4 dicembre, 2012 § Lascia un commento

Something.

Something in the way she moves..

Words sound bad today. Words like subconscious, feeling, dreaming, waking up and cold. Combination of words sound even worse today, uttering complete sentences hurts me inside. Thinking, feeling. Understanding. This is the biggest word of all. I don’t understand, I’m only feeling and cursing my subconscious for being so vicious. The only person akin to myself that I’ve ever met is myself. I’ve lived with that idea in my mind for all my life, and it must be wrong. People I love most are similar to me. Why subconscious, why do you do this to me? I need not dreaming about a person I used to love so much. I needn’t dreaming that. I needn’t perceiving the vacancy of someone beside me. I liked feeling like I needed nothing and no-one more than I have. I needn’t feel suddenly jealous and envy of someone I don’t know.

Let’s talk this through. AKA I’m so annoyed.

sabato 24 novembre, 2012 § Lascia un commento

No allora, parliamone. Anzi no, parlo io e ciao a tutti. Gli hipster, l’invasione barbarica che questi individui compiono, il loro atteggiamento e l’estetica. Tutte queste cose a me hanno proprio tanto rotto i coglioni. La cosa più divertente è che ormai qualsiasi cosa è considerato hipster, cioè a parte il ridicolo mix di camicie da boscaiolo, occhialoni che inghiottiscono la faccia di chi li porta, tinte mosce, gruppi “indie” che non sanno cantare, suonare o avere il minimo barlume di fantasia (forse se non vi conosce nessuno, potrebbe esserci un motivo, e non è che siete troppo talentuosi per noi mortali), grafiche fatte col pennellone da muratore, risvoltini su pantaloni succhia-polpaccio all’insegna dell’effetto “merda, acqua alta a venezia”; a parte i segni distintivi principali che ormai sono un clichè, ormai anche mettersi il pigiama è da hipster. Se ti piacciono certi abiti anni 50, sei un hipster. Se ti piacciono i tubini anni 60 sei un hipster. Se hai i pantaloni a zampa larga ti salvi, forse sei un hippie. Nel tentativo di eseguire una fuga da maestro dalla contemporaneità prendono ogni decade del passato e ci vomitano sopra per marcare il territorio. Perchè fuggono, ma serve loro un terreno dove rifugiarsi. L’attività che riesce loro meglio è prendere icone del passato, farci un mucchio, shakerarli e sputare tutto fuori: ed ecco nascere un nuovo look eccentrico, fatto di abiti vintage, scarpe retrò e facce da stronzi. No aspettate, abiti vintage? che non sia mai detto, una volta erano abiti di seconda mano, ma no oggi le industrie ancora una volta decidono che è il colpo di mercato del secolo e perchè non produrre roba vecchia spacciandola per alternativa. Non nuova, solo alternativa, chic, retrò, indie. INDIE. Una volta le fantasie con i formaggini facevano cagare e basta. Al massimo andavano bene per ridere, invece adesso i nuovi acquirenti si atteggiano a hipster fashion icon, ma mai mainstream per carità. Perchè sono questi sedicenti hipster la vera novità, prima dell’idea iperuranica della novità stessa. Che non sia mai, Platone ha solo copiato. Il motto che seguono sarà questo: Così oscuri che come noi ci siamo solo noi, però che senso ha se non ci facciamo notare e non svaganiamo le cervella a chiunque si imbatta in noi. Hate it to break it to you guys, ma non avete inventato neanche l’acqua calda. Siete così annoiati dal presente? Fatevi due conti. Forse il motivo è che siete privi di tutto. Avete tecnologia all’ultimo grido, ma probabilmente vi serve un robot anche per allacciarvi le scarpe. La noia nei confronti dell’esistenza? E fatevi un altro paio di domande. Non ha un briciolo di niente in comune con Hemingway, o gli anni 20, nè con l’ennui di Jean Paul Sartre o gli angry boys di John Osbourne. Siete annoiati, perchè non sapete che fare di voi stessi. Ma in realtà non lo sa quasi nessuno, lo scopriamo un pò alla volta. Vi hanno detto che potevate fare qualunque cosa della vostra persona, il che non vuol dire granchè. Forse è il caso di cominciare a prendere in mano la situazione e quanto meno provare a studiare e capire perchè noi e voi siamo dove ci troviamo.