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Oggi è già domani, è uno di quei casi…come nel fumetto “Lilo” di Davide Ceccon, ma non sto a descrivervi la scenetta di riferimento. Mi diverto ad annotarlo, annotare che sto scrivendo in un momento che per me è ancora oggi ma in realtà è domani perchè la mezzanotte è già passata, e non mi importa che sia una cosa banale. Ci rido sopra.
Quindi, eccomi qui ancora una volta a scrivere, sempre con un sorriso e un peso. In questi giorni ho raggiunto un paio di uova nascoste sotto terra, le stesse delle cacce al tesoro americane organizzate per i bambini. E lo dico perchè mi è successo davvero di parteciparci, ma comunque è una metafora per dire rivelazioni- già- rivelate- che -spuntano -fuori- di -nuovo.
Ho pensato che
L’egoismo o il menefreghismo sono un sistema comodamente adottabile nel desiderio di autoconservazione, pur essendo una mossa del tutto illusoria. Anche l’anestestesia totale per esempio, si usa per annullare il dolore fisico, ma ha un tempo limitato.
Poi ho anche pensato che
Quello che noi facciamo agli altri coscienti o meno, poi finiamo per subirlo. Mi è piaciuto pensare questa cosa con un sorrisetto in faccia, il sorrisetto di chi ha capito una cosa su di un altro senza che questo lo sappia, anche se poi è comunque una sensazione amara. Diventa ancora più amara se aggiungo il sospetto che tutto ciò si adatti anche a me, pur avendo poca voglia di indagare e avere certe risposte. Detesto le medicine amare e mi domando se esistano persone che ogni tanto debbano sortire lo stesso effetto e al pari delle medine sgradevoli vadano assunte.
Oltre a questo mi è venuto in mente
che ci sono persone a cui tengo veramente tanto e il fatto che siano spesso lontane mi spezza il cuore, tuttavia devo tenere questo sentimento per me, proprio perchè tengo tanto a loro, non so se mi spiego.
Una telefonata, una chat non sono assolutamente nulla.
Ho sperimentato ancora una volta che parlare delle proprie angosce evitando i conti in sospeso (difficilmente i conti si chiudono da sé senza un aiutino) fa sentire più leggeri dopo.
Quella conversazione mi ha fatto ricordare dei momenti passati, così mi è venuto in mente quanto vulcanici possano essere certi sentimenti e come sia impossbili reprimerli o nasconderli. Certe volte sono come un amante nudo troppo grande per essere nascosto dietro la schiena mentre tuo marito entra nella stanza. Ci sono e basta, però questo non mi soddisfa, perchè mia mamma quand’ero bambina mi ha detto che c’è sempre una soluzione, una scelta B anche quando gli altri vogliono farti credere che non c’è, in più mi sono persuasa che la scelta B sia meglio della scelta A, che sia una cosa che porta al lietofine. Pertanto quando si risvegliano sentimenti vulcanici non corrisposti magari, dato che non sono reprimibili e dato che manifestarli al mondo mi lascia ancora dei forti dubbi sul relativo buon esito, penso che ci dev’essere il piano B che mi illumini su come farli esplodere senza esplodere anche io (e tornare a casa con la coda fra le gambe).
Ecco poi c’è sempre il fatto che penso tante cose sempre, mi perdo nel mio cervello, mi faccio i trip ma senza lo step “assunzione droga”. Una persona che mi ha inquietato mi ha detto che io sto sempre nel mio cervello. Per quanto mi dia fastidio ammetterlo questo essere umano mi è rimasto un po’ impresso, tuttavia continuo a essere convinta che pensare sia un’attività necessaria. Sono anche molto convinta che i miei paletti stiano bene dove sono, hanno un’origine motivata e un fine altrettanto motivato, infine trovo che siano proprio semplice frutto del buon senso. Tattiche autoconservative senza essere stronzi nei confronti di tutto il pianeta, piuttosto lì per evitare la relazione contraria.
In ogni caso ci sono moltissime cose che mi sono chiare, capisco e mi spiego- cioè mi racconto proprio con ricchezza- per cosa e per come faccio o provo certi sentimenti, tuttavia fatico a spiegarlo alle altre persone e mi è molto più semplice tenere tutto da parte, sotto il tappeto con qualche occasionale giustificazione o piccola pulitina. Per non cadere in qualche trucchetto della presunzione è naturalmente bene far presente che per le molte cose che scopro che ce ne sono ancora molte altre che se ne stanno ancora a dormire (o meglio io dormo) e quindi ancora ci dobbiamo stringere la mano.
Voglio bene a tante persone e spesso preferirei che i miei rapporti con gli altri fossero molto più rosei.
Già voglio bene a molti.



