Noi. Io e Gli Altri. Un po’ di tutto.
[Così diversi]
Idee varie…(e il coglione di un pc che nn va come dovrebbe. non che lo volessi scrivere ma mi fa così infuriare quando fa gli scherzetti della misericordia come adesso. -.-)
Cambiamento di sensazioni.
Un po’ che non scrivevo nulla in generale. Sarà stato aver letto le storielle -fanfiction di Atzlith(che tra parentesi è una mia compagna di vita accademica) che mi ha fatto prudere le dita. Di solito imbratto il foglio elettronico di word, ma stavolta ho avuto l’impulso di scrivere direttamente qui, anche se mi fa un effetto strano, visto che internet mi dà un tale senso di precarietà e di sfuggevole. C’è ma non c’è, e io non lo posso controllare o dominare a mio piacimento. Suono quasi possessiva. Che sciocchezze.
Frasi brevi?Uhm.
——
La roba sopra l’avevo buttata giù ieri sera, poi in preda alla stizza ho mollato tutto, ci mancava poco che prendessi il computer a testate. *Sì, a volte divento violenta*.
Volevo verbalizzare i cambiamenti di qualche giorno fa, anche se adesso sono ad uno stadio diverso, nel senso che sono in uno strano stato di coma, o di dormiveglia, come se fossi a metà tra questo e un altro mondo, un piede di qua e l’altro di là.
Oggi ho provato di nuovo una sensazione di solitudine nei confronti degli altri, ho ripensato di nuovo alla mia condizione. Di nuovo la mia anima non si accorda per nulla con le altre, rido contemporaneamente agli altri ma dentro di me è tutto come se nulla fosse. Ho cominciato a capire cosa vuol dire ridere con la bocca, ma non con gli occhi -un tempo mi chiedevo come fosse possibile. Ho ripensato a quanto per me contino la libertà, l’individualità, l’essere in barba agli altri, poi ogni tanto fare la guerra dentro di me per come mi disgustano gli altri, infine lo scotto di tutto questo: mai davvero qualcuno con cui parlare seriamente, qualcuno che sappia cosa provi senza neanche dire ‘a’ perchè condivide le tue sensazioni. E quindi ecco la solitudine, il senso di non appartenenza e distanza da tutto.
Qualche giorno fa era diverso dicevo, perchè sentivo in me un bel tepore, ero in pace.
Pace… Mi viene in mente un amico di infanzia, una persona che-pur ignara di questo- invidio molto proprio per la sua pace interiore. E’ come se l’inquietudine fosse impotente contro di lui, ed in più oltre ad avere questa incredibile fortuna il ragazzo ha un’altra grande dote, regalarla anche agli altri la pace. Semplicemente nell’essere se stesso. [Anche se non lo leggerà, lo ringrazio davvero per questo].
Pensieri s-connessi. *Laughin’*
Concludo con un link ad un blog davvero worthwhile (non riuscivo a trovare una parola italiana che esprimesse debitamente il concetto) scoperto di recente e che si è rivelato un’ottima fonte di riflessioni e informazioni(e pure risate, il che non guasta mai)>> inGiappone.




